“The making of…”
Chi ha scritto il libro non dovrebbe occuparsi della copertina…

…Soprattutto se l’autore in un modo o nell’altro maneggia Illustrator e Photoshop nella vita di tutti i giorni. Soprattuto se adora la grafica minimalista e le illustrazioni surrealiste, la fotografia e la grafica pop a tinte piatte, l’impostazione da edizione extra-lusso dei best seller e lo stile pulito delle collane.
Tutto e il contrario di tutto, insomma.
In questa pagina riassumo il percorso che ha portato alla definizione del progetto grafico della “cover”.

Per la prima volta in vita ho affrontato questo tipo di lavoro. Si è trattato di un processo creativo che ha spaziato in tutte le direzioni, utilizzando immagini pescate sul web, foto scattatte da me, illustrazioni da me create partendo da immagini, rielaborazioni “test” di illustrazioni altrui, mixando font, colori, geometrie.
Mi son divertito un sacco, devo ammetterlo.

Ho creato copertine in grado di esprimere più o meno tutti i temi portanti del libro (per qualcuno di essi ho realizzato più di una alternativa).
Un attimo dopo aver pensato “Sì, questa funziona” venivo assalito dai dubbi e dal timore che quella copertina avrebbe comunicato un’idea incompleta o fuorviante.
Il problema stava proprio qui: scegliere mi dava l’impressione di fare un torto alla storia. C’ero troppo “dentro”.
A quel punto ho deciso: vanno coinvolti i potenziali lettori/lettrici.
Così, sulla pagina Facebook del romanzo, ho messo “in gara” tra loro le copertine attraverso un sondaggio accompagnato da una sinossi del romanzo per fornire elementi utili a contestualizzare il tutto.

Le bozze di copertine proposte nel sondaggio aperto sulla pagina Facebook.

Clicca per aprire la gallery.

Il risultato: 3 copertine a pari merito!

89 persone hanno accettato la sfida e i voti si son concentrati (16 preferenze ciascuna) su 3 versioni che interpretavano 3 differenti temi.
Fantastico…

Rivista a mente fredda questa versione, pur centrata sul tema “introspezione”, ha un retrogusto troppo crudo, triste… Dark.
La foto in sé a me piace molto (l’ho fatta io!).
Ha un unico difetto: in copertina, associata al titolo, potrebbe far pensare a un romanzo rosa che parla di una storia d’amore. Cosa, in un certo senso, non totalmente fuori luogo. Tuttavia quel concetto non rappresenta il “cuore” del romanzo, sarebbe fuorviante.
Questa visione dall’alto di un panorama in sé rasserenante potrebbe avere le carte in regola per essere scelta. Tuttavia, c’è il rischio di comunicare troppa “positività” (la storia ha passaggi molto crudi) cioè l’esatto contrario della copertina “Sedia nel cuore”… Insomma, anche questa è troppo sbilanciata verso una direzione.

Non me l’aspettavo.

Il tentativo di delegare ad altri la scelta era fallito. È stato in quel momento che mi è nata in testa la domanda più subdola:

Quale sceglierei?
Risposta: probabilmente nessuna.

Fase 2

Purtroppo nessuna delle 3 copertine “vincitrici” mi convinceva. E poi mi stanco rapidamente delle cose quando non esprimono esattamente ciò che ho in testa. Ergo anche esteticamente, dopo pochi giorni, le vedevo già “vecchie”.
Quindi…

Altro giro, altra corsa.

Questa è un’illustrazione di Joey Guidone. È un’immagine delicata e potente allo stesso tempo. Sarebbe stata perfetta per il mio romanzo.
Questa è la mia personale rielaborazione. Bella, no? Purtroppo plagiare non rientra nel mio stile :-)
Famiglia e… Sheldrake.
Credo questa sia la copertina più “geniale”. Pur rappresentando a suo modo una particolare dimensione del romanzo, sarebbe stata esageratamente “negativa”.
Il semaforo… Leggendo il libro capirete.
Radici e identità.

La versione finale

Il concept di “destino” è in avvicinamento…
Sempre più vicino ma necessita di un alleggerimento…
Ci siamo… Ma la mano sta meglio girata verso l’alto.